ASSISTENTI DI VOLO ALITALIA - DICO LA MIA. LA VOCE
Data : 18-02-2010 Ora : 15.45.04 IP: 212.162.108.68
Mittente: elefante Oggetto: c`e` qualcuno che mi puo` aiutare?
Messaggio: lo so che e` una richiesta stravagante ma per me e` un problema...dovrei trasferire da dakar a roma un gattino di poche settimane che ho trovato mezzo moribondo in un garage di dakar durante un mio recentissimo viaggio.l`ho affidato a una persona e ora vorrei trasferirlo in italia,dovrebbe viaggiare da solo o preso in custodia da qualche anima gentile....grazie di tutto cuore! claudio
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Data : 24-12-2009 Ora : 11.54.53 IP: 93.44.144.99
Mittente: MariaLetizia Oggetto: Manifestazione 13 gennaio
Messaggio: Sono una collega di terra in CIGS. Per il giorno 13 gennaio abbiamo organizzato una manifestazione a Fiumicino. Vi scrivo di seguito le motivazioni. Credo che sia superfluo ripercorrere gli eventi che, un anno fa, hanno portato alla cancellazione di Alitalia. Operazione tutta politica studiata scientificamente a tavolino e condotta con attenzione chirurgica anche se ha provocato danni da macelleria. Perdita di migliaia di posti di lavoro, migliaia di risparmiatori che si sono ritrovati con carta straccia fra le mani, migliaia di creditori costretti a ricorrere al tribunale fallimentare - gli stessi dipendenti hanno dovuto presentare istanza per chiedere il riconoscimento del diritto al TFR – gravando altresì le sedi giudiziarie con 9000 istanze, pesante ricaduta economica su tutta la collettività. Il nostro incontro del 13 gennaio, a un anno dall’inizio dell’operatività di CAI, è stato scherzosamente definito una festa di “non compleanno”. Ma nella stessa giornata, lo scorso anno, fu celebrato il funerale di Alitalia. Voglio fare una piccola digressione su quello che è stata Alitalia per i suoi dipendenti. Non è fondamentale per l’evento ma serve a dare la dimensione di quanto la perdita del lavoro abbia inciso anche a livello emotivo. A tal proposito noi tutti intendiamo rivolgere un pensiero ai quattro colleghi che ci hanno lasciati precocemente durante questa vicenda. Quello che ci ha sempre accomunati è stato il forte senso di appartenenza. Sembrerebbe un concetto romantico, ma è solo così che si può definire l’impulso, per tutti noi, di lavorare con onestà , dignità e spirito di servizio in quella che, non scordiamolo, era appunto un’azienda di servizi , che negli anni è però stata gestita esclusivamente in termini politici, senza organizzazione, ne’ strutturata in termini di raggiungimento di obiettivi di profitto. Ne sono l’esempio lampante i vari Amministratori Delegati che si sono succeduti negli anni e che ora risultano indagati per “bancarotta per dissipazione o per distrazione”. Proprio il senso di appartenenza di cui sopra, ha consentito ad Alitalia di diventare negli anni un grande vettore a livello internazionale, affidabile, sicuro e amato; il timone tricolore è stato motivo di vanto, orgoglio e quasi commozione per gli italiani. L’amore dei dipendenti ha sopperito negli anni alle carenze strutturali e organizzative. L’impegno e l’attenzione profusi, uniti a spirito d’iniziativa e capacità di districarsi nelle situazioni più impreviste ha consentito di fornire alla clientela le risposte che altrimenti l’azienda, nella sua struttura parastatale, non sarebbe stata in grado di dare.
Non aggiungo altro perché credo che sia importante focalizzarci sul momento attuale. E il momento attuale vede quasi 6000 persone (oltre a più di 2000 precari) che, a distanza di un anno, presentano ancora totalmente irrisolti i problemi che gli si erano manifestati, a dispetto delle asserzioni ufficiali nelle quali ci si continua a vantare della riuscita del “salvataggio” Alitalia. Voglio precisare che la “festa” del 13 gennaio non ha sponsor di nessun genere, ne’ sindacali ne’ politici; è una manifestazione che è nata spontaneamente dalla nostra esigenza di dar voce ai nostri disagi e per gridare le ingiustizie che sono state perpetrate e che anche altri lavoratori e in altri settori hanno attraversato e stanno attraversando. Abbiamo però già raccolto l’adesione di esponenti politici e sindacali che in maniera spontanea hanno ritenuto di voler essere al nostro fianco per aiutarci a uscire dal nostro stato di “fantasmi dimenticati” in cui siamo piombati. I temi che esponiamo, il 25 novembre sono stati portati all’attenzione dell’assessore Mariani della Regione Lazio che si è fatto carico di rappresentarli nelle appropriate sedi istituzionali. Ed è stata la prima volta, a distanza di un anno, che si è levata una voce, per di più istituzionale, per richiamare l’attenzione sulla questione degli esuberi di Alitalia. Sembrava quasi che ci fosse la consegna del silenzio su questo argomento. Il 21 dicembre analoga riunione si è tenuta presso la Regione Sicilia con l’assessore Cianciolo che in questa sede ha preso in carico sia le problematiche locali che quelle a più ampio respiro sul territorio nazionale. In questa sede per la prima volta abbiamo visto riuniti in maniera spontanea rappresentanze di tutte le categorie presenti in Alitalia, dagli operai ai comandanti. Il primo dei temi è la mancanza di chiarezza in merito ai criteri adottati da CAI per l’assunzione del personale. Per informazione trascrivo di seguito la lista dei criteri (Lodo Letta 31/10/2008) in massima parte disattesi:
Possesso di abilitazioni/certificazioni Localizzazione Anzianità aziendale Carichi familiari (tutela legge 104, famiglie monoreddito, famiglie con minori).
Più volte, anche in sede sindacale, è stato denunciato il mancato rispetto degli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi, con forte discriminazione proprio verso le fasce delle categorie protette.
Negli accordi di cessione, CAI si era impegnata in sede governativa a riassorbire prioritariamente le categorie protette e i più giovani, riassumendo dalla CIGS. Anche su questo argomento non esiste trasparenza nelle azioni di CAI che, a tutt’oggi non risulta aver preso in considerazione nessuna delle persone sopra menzionate, bensì avrebbe effettuato assunzioni clientelari. Contrariamente agli impegni sottoscritti circa il mantenimento dei livelli occupazionali, CAI continua a dismettere rami d’azienda di cui si era fatto carico (ha ceduto gli impiegati degli scali di Napoli, Lamezia, Palermo agli enti di gestione aeroportuale) e sono in corso cessioni/dismissioni dei settori Call Center e Amministrazione. Emblematico è il caso dei 15 lavoratori dell’Amministrazione Alitalia di Napoli che, dopo più di un mese di occupazione della sede, tra il silenzio connivente dei media, hanno ricevuto un telegramma in cui gli si comunicava il trasferimento a Roma dal 30 novembre. (Al momento il trasferimento è sospeso per un’audizione parlamentare che si dovrebbe tenere i prossimi giorni). Non va inoltre dimenticato che CAI aveva assunto impegni per il mantenimento di ordini lavorativi verso settori non transitati nella nuova Alitalia. Ultimo il caso di Alitalia Maintenance System che rischia di lasciare a casa 600 persone per le mancate commesse da parte di CAI.
Altro tema è la mancata cristallizzazione dei requisiti pensionistici per coloro che non sono stati riassunti in CAI in virtù di quanto riportato dall’accordo sottoscritto con il governo in merito all’esclusione dal processo di selezione. Riporto testualmente: “CAI potrà non assumere il personale che nel periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali maturi il diritto, sulla base del sistema previdenziale vigente, ad un trattamento previdenziale.” A tutt’oggi siamo in attesa di un dispositivo di legge che salvaguardi questi lavoratori, esclusi a priori nell’accordo, per consentirgli il raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione.
Per il personale navigante tecnico la problematica è relativa alla perdita delle abilitazioni, dopo un anno di inattività. A dispetto delle promesse, non è stato messo in opera nessun piano mirante a garantire il mantenimento dei requisiti per consentire a personale di altissima specializzazione di tentare un reimpiego presso altri vettori.
Passiamo poi alla discriminazione che si sta effettuando verso le lavoratrici. Nell’accordo sottoscritto si prevede che al raggiungimento dei requisiti pensionistici per vecchiaia, si venga posti d’ufficio in pensione. Tale norme discrimina le donne che al raggiungimento del minimo per la pensione di vecchiaia, si vedono inibita la possibilità di utilizzare per intero il periodo di CIGS sottraendo loro la possibilità di accumulare ulteriore contribuzione e costringendole di fatto a una pensione più bassa di un collega uomo nelle stesse condizioni. Tutto ciò in spregio di leggi e sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia della Comunità Europea.
Queste sono le motivazioni che ci portano a scendere in piazza, per reclamare il rispetto degli accordi sottoscritti quando un anno fa fu scientemente e deliberatamente fatta fallire Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.A.
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Data : 22-11-2009 Ora : 19.56.38 IP: 93.40.165.10
Mittente: katykatia Oggetto: Per Nicola
Messaggio: Ma secondo te con migliaia di assistenti di volo in cassa integrazione e 2000 precari a spasso faranno nuove selezioni ? !!! Comunque auguri.
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Data : 06-11-2009 Ora : 20.38.05 IP: 93.40.188.31
Mittente: katykatia Oggetto: un ricordo
Messaggio: un saluto a giuseppe petrillo che ha perso la battaglia ma non la guerra per il Paradiso.
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Data : 29-10-2009 Ora : 17.44.58 IP: 109.112.26.129
Mittente: nikolanikola Oggetto: risp vi prego
Messaggio: salve qualcuno di voi mi sa dire quando sono le pros selezioni per assistenti di volo???? risp